NULLI I CONTRATTI DI FINANZA DERIVATA STIPULATI DAL COMUNE DI TURI

Con sentenza n. 5453/2018, pubblicata il 31 dicembre 2018, il Tribunale Civile di Bari ha dichiarato la nullità di una operazione in derivati finanziari interest ratw swap di tipo collar che vedeva vincolato il Comune pugliese di Turi.

– leggi l’articolo completo –

IL DIRITTO ALLA CONSEGNA DEI DOCUMENTI BANCARI E’ INTANGIBILE

Con la sentenza in commento, il Tribunale Civile di Bari ha ribadito l’intangibilità del diritto di ogni cliente di una banca ad ottenere in qualsiasi momento  la consegna – entro 90 giorni dalla sua richiesta – della documentazione cartacea firmata all’atto di avviare un rapporto contrattuale con l’istituto, come sancito dall’art. 119, quarto comma, del Testo Unico Bancario (d. lgs. n. 385 del 1993).
– leggi l’articolo completo –

ANCHE IL TRIBUNALE DI ROMA OPTA PER L’AFFIDO PARITETICO DEI MINORI

Anche il Tribunale di Roma si uniforma al diffuso orientamento giurisprudenziale già sposato da diversi Tribunali italiani che punta a rimuovere la prassi del “collocamento prevalente” dei figli minori presso la madre e ad affermare il principio di perfetta bi-genitorialità nel regime di affido.

– leggi l’articolo completo –

40 ANNI DALLA MORTE DI MORO. Un colpo di Stato che assoggettò per sempre la Repubblica Italiana.

40 anni fa esatti, la mattina del 9 maggio 1978, si consumava l’ultimo atto di quello che fu non soltanto il più importante delitto politico del novecento italiano bensì un vero e proprio attentato all’indipendenza ed alla sovranità del nostro Paese, ossia un’inedita forma di colpo di Stato mascherato da atto di terrorismo pseudo-rivoluzionario 1.

– leggi l’articolo completo –

  1. Tra i primi ad avere alluso alla nozione di colpo di Stato con riferimento al caso-Moro vi è Giuseppe De Lutiis, grande conoscitore del mondo dei servizi segreti, autore del libro “Il Golpe di via Fani. Protezioni occulte e connivenze internazionali dietro il caso Moro” (Sperling & Kupfer Editori).

Il REATO DI MINACCIA ATTRAVERSO L’USO DEI SOCIAL NETWORK

Il Tribunale Penale di Roma assolve un attivista politico che aveva violentemente polemizzato con un membro del Parlamento italiano.

Commento a cura dell’avv. Chiara Conte

 

In via generale, la polemica politica sobillata attraverso la diffusione di messaggi sui social network dal carattere minatorio o diffamatorio può spesso risultare astrattamente idonea ad integrare i presupposti di una condotta penalmente rilevante.


– leggi l’articolo completo –